Castello Ducale di Agliè

a cura di Andrea Coda

Sul luogo dove oggi sorge il Castello Ducale di Agliè, esisteva già un casaforte realizzata tra il XIII e il XIV secolo che subirà varie trasformazioni. La prima avviene per volere di Filippo San Martino di Agliè tra il 1642 e il 1657, con la trasformazione della Casaforte in nobile palazzo barocco provvisto di padiglioni e affaccio sul giardino.
Castello di AglièIl progetto viene affidato ad Amedeo di Castellamonte, che realizza due corti collegate da due gallerie e padiglioni simmetrici: questa struttura è ancora possibile vederla nelle incisioni del Theatrum Sabaudiae. Vengono realizzati i giardini a parterre all’italiana, con disposizoni geometriche delimitate da basse siepi in bosso e vasi d’aranci, mentre i muri di sostegno sono ornati da grotte e decorate con telamoni.

Castello di Agliè - scorcio del giardino con le siepi in bosso

Castello di Agliè – scorcio del giardino con le siepi in bosso

I parterre appaiono distribuiti in quattro spazi attorno alla fontana a ponente e si configura già il terrazzamento con nicchie. Il parco è raffigurato con una allea centrale interrotta da un rondò: questo disegno è paragonabile al Parco dei Cervi della Reggia di Venaria Reale mentre l’emiciclo che introduce al parco si rifà a quello di Villa della Regina. Il castello nel 1667 viene ricordato come Saggio di Magnificenza ideato da una turba d’ingegneri e architetti, infatti oltre all’ideologia progettuale del Conte Filipppo d’Agliè qui lavorarono nel seicento Amedeo di Castellamonte, Carlo Emanuele Lanfranchi e Carlo Morello.
Castello di AglièDalla seconda metà del Settecento i Savoia entrano in possesso del feudo e il Palazzo diventerà una delle più importanti residenze sabaude. Il complesso viene acquistato nel 1764 insieme ai feudi di Bairo e Ozegna da Carlo Emanuele III per una cifra di un milione e duecentomila lire e dato in appannaggio al secondo figlio Benedetto Maurizio Maria Duca del Chiablese, nato dalla terza moglie Elisabetta di Lorena.

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L’intervento viene affidato ad Ignazio Birago di Borgaro che conferisce l’immagine attuale coinvolgendo anche il parco e le cascine. Il progetto avrebbe dovuto riqualificare anche il borgo e la piazza, che rimarrà incompiuta, mentre si realizza la nuova chiesa parrocchiale, la Galleria delle Tribune, il nuovo salone centrale  e si iniziano i lavori sul parco di levante con l’esedra e le rampe della fontana.
scudoTra l’estate e l’autunno del 1769 vengono realizzati i gruppi scultorei previsti per la fontana, la Dora che si getta nel Po, il giovane Orco e il vecchio Malone e infine i tritoni, il tutto sotto la direzione di Ignazio e Filippo Collino. Sempre in quegli anni viene fatto un nuovo ordine di bosso per decorare le nuove rampe della Fontana. Nel 1771 Michel Bernard fornisce un disegno per il nuovo parco insieme a quelli di Stupinigi, Moncalieri e Venaria Reale. Dopo gli interventi di Birago di Borgaro, i lavori passano a Domenico Marocco, ma ben presto verrano sospesi durante l’occupazione napoleonica.
Castello di Agliè
Con la Restaurazione il Palazzo torna ai Savoia con la figura di Maria Anna di Savoia, vedova di Benedetto Maurizio morto nel 1808. La duchessa lo lascia in eredità nel 1823 a Carlo Felice, che ne prende possesso nel 1825 affidando i lavori di restauro a Michele Borda di Saluzzo, che realizza il teatrino nella Cappella di San Michele. Oltre a questo si occupa anche di ridecorare e arredare gli interni, come era già avvenuto ai Castelli di Moncalieri e Govone.
Castello di AglièIl 7 Aprile 1825 l’architetto Colla erige un nuovo disegno per il giardino e il parco, che doveva essere trasformato in un parco all’inglese, ma ciò non avverà fino al 1840 quando sotto la direzione di Carlo Alberto vi sarà la trasformazione. Nel 1840 sotto la probabile direzione di Xavier Kurten prende forma il nuovo parco all’inglese e nell’antico bacino viene scavato e realizzato il lago grande, pertanto le antiche geometrie del Settecento lasciano il posto al lago, ruscelli, radure, boschi, sentieri. Nel 1845 il nuovo parco è ormai ultimato fatta eccezione per i giardini all’italiana sul fronte sud-ovest, che verranno conservati.

Parco di Agliè - scorcio del laghetto

Parco di Agliè – scorcio del laghetto

Con la morte di Maria Cristina di Borbone, moglie di Carlo Felice di Savoia, il castello passa a Ferdinando di Savoia Duca di Genova e Elisabetta di Sassonia, che faranno fare alcune modifiche negli arredi specie nella famosa Galleria Verde.
Castello di AglièDal 1883 il nuovo proprietario sarà Tommaso di Savoia-Genova, che concentra la sua attenzione sulla residenza, soprattutto dopo il matrimonio con Isabella di Baviera. Con la sua morte nel 1939 il castello viene acquistato dallo Stato Italiano.

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