Villa della Regina

di Andrea CODA
Una proprietà sulla collina oltre il Po, a est della Capitale del ducato Sabaudo che veniva definita Vigna poiché costituita da un edificio per la corte al centro di giardini 
all’italiana con teatro d’acqua (sistema di fontane e grotte), aree di servizio ( appartamenti, scuderie e serre per agrumi dette citroniere) e aree di produzione (la vigna, l’orto e la cascina del Vignolante).
Era stata voluta dal Principe Cardinale Maurizio di Savoia secondogenito del Duca Carlo Emanuele I e ambasciatore presso la Santa Sede.
Raffinato e colto collezionista , il Cardinale aveva scelto come modello l’impianto delle Ville Romane e fra il 1615 e il 1619 disponeva ingenti lavori per la realizzazione del suo ambizioso progetto attribuito all’architetto ducale Ascanio Vitozzi.
La Villa era costituita da un grande loggiato al centro che separava le sale affacciate sulla città e sui giardini.
Fin dal 1622 il Principe utilizzava per brevi periodi la Villa, ottenuta una dispensa papale, sposò sua nipote la principessa Ludovica di Savoia e i soggiorni alla Villa divennero più lunghi e intensi , alla morte del marito avvenuta nel 1657 Ludovica investì parte del suo patrimonio per ampliare la proprietà e in particolare l’edificio.
Alla morte della Principessa Ludovica avvenuta nel 1692 per volere testamentario la Villa passò  alla Duchessa Anna d’ Orleans moglie di Vittorio Amedeo II e iniziarono nuovi aggiornamenti decorativi, inoltre con l’acquisizione del Titolo Regio da parte dei Duchi di Savoia nel 1713 con il Trattato di Utrecht , la residenza ormai appannaggio delle consorti dei Sovrani divenne Villa della Regina.
Negli anni trenta del settecento Filippo Juvarra ridisegno gli spazi interni e i giardini per la nuova Regina Polissena d’Assia seconda moglie di Carlo Emanuele III che aveva ereditato il complesso alla morte di Anna d’Orleans, con la partenza di Filippo Juvarra per Madrid nel 1735 il lavori furono ultimati da Pietro Baroni di Tavigliano collaboratore dello stesso Juvarra che dal 1750 fu al servizio della nuova proprietaria la Duchessa Maria Antonia di Borbone Spagna moglie del Principe ereditario Vittorio Amedeo III.
Fino al termine del secolo si ampliarono i fabbricati esistenti  e si edificarono nuovi edifici di servizio , scuderie , corpo di guardia nel 1785 e il Palazzo Chaiblese realizzato tra il 1785/1788 , durante l’occupazione Napoleonica la residenza fu abitata dalla coppia Camillo Borghese e Paolina Bonaparte.
Quando nel 1865 la Capitale fu trasferita a Firenze la Villa fu destinata dal Re Vittorio Emanuele II all’Istituto Nazionale Figlie dei Militari, la residenza venne spogliata , mobili, suppellettili e dipinti confluirono nei magazzini di Palazzo Reale e del Castello di Moncalieri, una parte dell’arredo fisso come la biblioteca del Piffetti,  le boiserie di un Gabinetto Cinese e una parte consistente di tele furono destinate ad arredare il Palazzo del Quirinale, inviati tra il 1876 e il 1888.
La Villa fu gravemente danneggiata durante i bombardamenti del 1942 e del 1943.
Nel 1975 l’Ente dell’Istituto Figlie dei Militari fu soppresso , la Villa fu chiusa e gradualmente abbandonata, quando la struttura fu consegnata nel 1994 alla Soprintendenza a situazione era disperata , nel 1997 fu redatto il progetto di restauro con stima di tempi e costi , i lavori terminarono nel 2005 permettendo la riapertura al pubblico di uno dei più bei gioielli barocchi delle residenze sabaude facente parte della Corona delle Ville di Delizia.
Oltre al restauro della Villa e dei suoi giardini è stato anche recuperato il vigneto tra il 2003 e il 2006 in collaborazione tra la Soprintendenza, la Facoltà di Agraria e l’azienda vinicola  Balbiano che rimpianta 2700 barbatelle su una superficie di 0,73 ettari che attualmente è passato a 1,5 ettari,  il primo anno di raccolta fu il 2008 con dieci quintali di uva ma sarà il 2009 a creare la prima vendemmia ufficiale con quaranta quintali di uve sane e mature che hanno dato origine alla prima storica bottiglia del Vigna della Regina, nel 2011 si ottiene la D.O.C. , nell’anno 2014 avviene un ulteriore  importante passaggio la Vigna della Regina viene gemellato con il vitigno urbano di Parigi il Clos de Montmartre e il vitigno del Castello di Schombrunn a Vienna , gli unici tre vitigni in Europa che si trovano in città.

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